BORGHI & CREATIVITÀ
Claudio Bacilieri*
I borghi stanno morendo demograficamente, economicamente, culturalmente: spopolamento continuo, invecchiamento rapido, perdita di funzioni urbane, patrimonio inutilizzato. Le aree interne sono percepite come luoghi del passato.
La cultura è ancora concentrata nelle grandi città. Talenti, produzione, finanziamenti e visibilità sono urbano centrici. I territori sono relegati a turismo mordi e fuggi, folklore, eventi occasionali.
I giovani creativi non trovano luoghi dove vivere e produrre. Spazi costosi, precarietà, assenza di comunità. Serve un nuovo modello di abitare creativo: albergo diffuso, affitti calmierati, cohousing artistico
La sfida è trasformare Rende Vecchia in una infrastruttura creativa. Non un borgo restaurato, ma un campus diffuso per musica, audiovisivo, performance e teatro, arti ibride, AI musicale, VR, produzione digitale, ma sempre legata al territorio
Rende Vecchia può diventare il primo borgo italiano che passa da “centro storico abbandonato” a infrastruttura creativa territoriale.
Non folklore. Non nostalgia. Produzione culturale vera.
Per rendere davvero attrattivo e sostenibile nel tempo il progetto, serve un ecosistema completo: non solo eventi, ma produzione culturale, formazione, comunità ed economia locale.
Il primo passo è l’inserimento nei Borghi più belli d’Italia come borgo ospite (cioè appartenente a Comune con oltre 15mila abitanti). Contestualmente, andrebbe completato l’ascensore che dal parcheggio porta i visitatori a Rende Vecchia consentendone la completa pedonalizzazione. Terzo passo, fondamentale, la creazione della Casa della Musica a Rende Nuova: la nuova struttura architettonica immaginata da Giancarlo Cauteruccio.
PRODUZIONE CULTURALE
La produzione culturale sta cambiando. Il futuro è interdisciplinare, digitale, esperienziale, territoriale. I borghi possono diventare laboratori perfetti, se ripensati.
Non solo spettacoli, ma un distretto creativo permanente. Molti borghi falliscono perché diventano “palcoscenici occasionali”. L’obiettivo deve essere: trasformare il borgo in un luogo dove l’arte si produce, non solo si consuma.
Produzione permanente, non episodica. Abitare la creatività. Residenza Creativa Diffusa: per artisti, studenti, ricercatori, visiting professors. Il borgo torna vivo ogni giorno: RENDEz-vous. Incontriamoci dove nascono le idee.
Connettere territorio, università e mondo: Rende Vecchia diventa laboratorio creativo UNICAL, nodo europeo delle aree interne ed espressione della creatività dei territori italiani. In particolare, i musicisti e artisti italiani che operano nelle aree interne, come ad esempio nei 382 Borghi più belli d’Italia, avranno un punto di riferimento nel Creative Territories Network di Rende.
Nasce una nuova geografia culturale italiana che ha Rende Vecchia come prototipo, poiché si vuole creare un modello replicabile.
RIPOPOLAMENTO CONTRO ABBANDONO
La sfida è quella di ripopolare davvero. Con il programma di mobilità artistica “Cittadini Creativi di Rende Vecchia”: 20/25 creativi selezionati ogni anno ricevono casa + studio + micro-reddito, in cambio di vivere nel borgo (obbligo di residenza reale), creare e coinvolgere la comunità. Questo cambia radicalmente la percezione delle aree interne. Integrare comunità locale e innovazione. I residenti diventano tecnici, ospiti, narratori, co-produttori. Rigenerazione sociale, non gentrificazione.
Artisti ospitati in cambio di spettacoli, installazioni site-specific, laboratori aperti al pubblico. Il borgo diventa un laboratorio vivo.
Borgo come palcoscenico naturale: concerti tra uliveti, rovine, valle del Crati, terrazze, opera lirica itinerante tra vicoli, performance all’alba o al tramonto, soundscape immersivi nella natura, con una regia artistica coerente. Questo crea un’esperienza impossibile da replicare in città.
Recupero intelligente del patrimonio. Oltre al teatro, microspazi performativi. Ogni edificio recuperato ha funzione culturale: ad es., ex cantine → sale prova, vecchie stalle → studi di registrazione, magazzini → spazi scenici, cortili → arene estive. Il borgo intero diventa un complesso teatrale diffuso.
Fondamentale il coinvolgimento diretto dei residenti. Senza comunità locale il progetto muore.
Azioni concrete: formazione dei residenti come tecnici di palco, fonici, guide culturali, botteghe artistiche affidate a famiglie del posto, cori popolari integrati nei festival, anziani come “memoria storica” per storytelling del borgo. Formazione anche come accademie diffuse + summer school + mentorship. La popolazione diventa parte attiva.
Programma “Adotta una casa – diventa cittadino creativo”. Modello già testato in Portogallo e Francia: affitti simbolici ad artisti under 40, obbligo di residenza reale, contributo minimo di attività culturali annuali. Serve per ripopolamento strutturale, non temporaneo.
Evento bandiera internazionale. Serve almeno un evento iconico. Esempi: Festival europeo dell’opera contemporanea, Biennale musica + paesaggio, Premio internazionale composizione mediterranea. Deve diventare “il motivo” per cui il borgo entra nei circuiti culturali. Musica + Paesaggio + Tecnologie Soft
SOSTENIBILITÀ ECONOMICA
Serve un modello economico sostenibile. Con un mix di formazione, residenze, eventi, produzione di contenuti, membership internazionale, in modo da non dipendere permanentemente da fondi pubblici. Il progetto posiziona Rende Vecchia come risposta strutturata, non come iniziativa romantica. Parla il linguaggio di fondazioni, investitori pubblici e policy maker.
Quindi: modello economico misto (non solo pubblico). Per durare servono: fondazioni private, sponsorship culturali, membership internazionale, crowdfunding su singoli progetti, diritti digitali delle performance.
Costruire una rete di borghi creativi capaci di attrarre talenti internazionali, offrire spazi di residenza e produzione, generare esperienze culturali uniche, attivare le comunità locali, creare microeconomie sostenibili attraverso musica, arti performative, tecnologie creative e paesaggio.
CONCLUSIONE
Rende Vecchia ha caratteristiche perfette per questo tipo di visione: impianto medievale compatto, forte rapporto con l’Università della Calabria (asset enorme, spesso sottoutilizzato), posizione strategica tra Cosenza, area urbana e Sila, patrimonio architettonico autentico ma fragile, borgo oggi marginale rispetto alla “nuova Rende”. Questo suggerisce una direzione chiara: Rende Vecchia non deve competere con la città moderna. Deve diventare il suo laboratorio creativo. Rende Vecchia come “Città Alta della Creatività”. Non un borgo isolato, ma la piattaforma culturale sperimentale dell’area urbana Cosenza–Rende–Unical e dell’area verde valle del Crati-Sila.
*Giornalista, è stato tra i fondatori nel 2002 de I Borghi più belli d’Italia. Fa parte del Comitato scientifico dell’associazione ed è autore dal 2003 della guida I Borghi più belli d’Italia, giunta alla XV edizione. Dal 2015 è direttore della rivista mensile Borghi Magazine.
